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link :duepunti.org scritture/forme/suggestioni tre razzi rossi: lanci e propellente |
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Per poco che conti una giornata non inizia senza i riti. Per prima cosa
le abluzioni, scarsi lavacri e rapidi che ci portano davanti il quesito:
barba? No, oggi no, come ieri. Per strada incontri lex compagno di scuola, ora odioso esponente del partito dei benmantenuti. Con non curanza passa una mano tra i capelli. Si sono fatti radi: i tuoi sono volati via qualche autunno fa. «Posso offrirti qualcosa?», «Un caffè». Offre lui, paghi tu. Davanti allufficio postale: chiuso. Cartello appeso. Lhanno lasciato girato dal lato sbagliato. Aspetto. Aspetto quindici minuti insieme ad altri curiosi. Nessuno si ricorda più del fascio di raccomandate che tiene sotto il braccio: tutti vogliono sapere che cè scritto sul cartello. Altri dieci, altri dieci, altri dieci, altri curiosi. Poi si fa largo limpiegato: scusate, scusate. Entra, fa sparire il cartello. Ma noi gli siamo subito addosso e prima di mettere a ferro e fuoco i locali ci togliamo la curiosità: Pausa caffè. Discutiamo ancora. È segno che lintesa si può ricostruire. Basta smussare gli spigoli (che fioriscono ovunque). Il nostro corpo è retoricamente una piaga: i segni dellintesa sono lividi. La riunione si protrae oltre i punti allordine del giorno. Finito il tempo si chiudono i lavori rassettando le carte. Nessuna decisione presa, ma il referto presenta un sicuro sigillo ufficiale: lorma rotonda e slabbrata di una tazzina da caffè. Aspetto. È in ritardo ma aspetterò. Il barista fa finta di essere spazientito e continua a spintonare il camerierino. Ogni quarto d'ora, quest'ultimo imbarazzato si ripresenta si gira verso il collega anziano e poi: «Gradisce qualcosa?», «Un caffè». Al termine non laspetto più. E sono nervoso senza quasi sapere il perché: piscio, mancia e vaffan Finisco sul divano davanti a una pista erbosa di hokey scandinavo o quel che è. Lei agita la caffettiera vuota, ed eloquente, ma non capisco comunque. Cambio canale e un leone ruggisce in technicolor sbiadito. Tu, tu. La cosa potrebbe prendere una piega pericolosa, ma non ho chiaro che voglia da me. Provo a indirizzarle contro il telecomando: senza nutrire grandi speranze, a dire il vero. Invece lei si gira e se ne va. Di notte guardo fisso il soffitto. |
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| Confusione (tecnica mista al caffè) | (c) rospe 2008 | |||||||||